ATTRAZIONE ANCESTRALE
Marco Ferri, Rebecca Forster, Cristina Pavia

25 marzo / 1 aprile 2011
SBLU_spazioalbello
Inaugurazione martedì 15 marzo 2011 dalle ore 18.00

Dal 15 marzo allo SBLU_spazioalbello espongono tre artisti profondamente influenzati dalla cultura e dalla geografia dei luoghi della loro vita. Tutti e tre evocano, con risultati diversi, il loro legame al territorio. Sia esso ancestrale o acquisito, dalle loro opere emerge il Mediterraneo con la sua storia ricca di avvenimenti e la sua luce.

Nelle sculture di filo di ferro, di Marco Ferri, in alcune ceramiche, nei suoi lavori su ruote, troviamo un riferimento diretto a strumentazioni arcaiche e rurali. Opere legate al mondo etrusco evocato con minimalismo lirico e rarefatto. Una scultura lieve e poetica che nega la consistenza materica e il peso dell’opera plastica e si concretizza attraverso la leggerezza del filo metallico. Una scultura che torna a interpretare ed evocare il mito antico della terra, Tarquinia, dove l’artista è nato.

Il lavoro di Rebecca Forster è animato da riferimenti biografici che si alternano a iconografie ispirate al mondo greco e a planimetrie e mappe di città di luoghi visitati. I materiali tradizionali sono utilizzati con le tecniche più innovative, sia nelle immagini su carta, sia nelle opere su metallo: zinco, acciaio, ottone. Grazie a un linguaggio riconoscibile e personalissimo, nelle sue opere alcuni personaggi ricorrenti accompagnano il fruitore in un viaggio nel tempo e nello spazio, ricco di tracce e spunti biografici.

Nata su un altipiano dell’America Latina, a Bogotà, Cristina Pavia si è formata nel suo Paese di origine e in Italia, dove si è infine stabilita. La campagna senese, scelta come luogo di vita e lavoro, torna nelle opere, acquerelli, oli, disegni, intrise di “mediterraneità”. Un incontro, quello con il Mediterraneo che continua a indicare la strada attraverso la quale far convergere le due culture di appartenenza. Una tessitura interiore evocata nella pittura, olio e acquerello, dove l’artista trasforma la materia e sprigiona la luce, in una dialettica di cromie che dialogano tra loro.