FIGURATTIVA
Angela Colombo, Marco Magrini, Romano Ragazzi

15 / 25 settembre 2009
SBLU_spazioalbello
Inaugurazione martedì 15 settembre ore 18

SBLU_spazioalbello propone tre protagonisti della scena artistica milanese che espongono la propria personale ricerca intorno ai significati e ai miti della rappresentazione della ’figura umana’ con risultati espressivi e di sintesi estremamente diversi. Ancora una volta lo spazio offre al suo pubblico la possibilità di addentrarsi, grazie a un tema comune noto, nei molteplici modi del fare artistico, recuperando il piacere della scoperta di poetiche lontane tra loro, ma accomunate dall’interesse per la figura.

ANGELA COLOMBO riversa nel suo lavoro il suo infinito sapere, il desiderio di immaginazione e di fiaba come opportunità di fuga dal quotidiano, dalla monotonia, dalle convenzioni. Nelle sue visioni oniriche dipinge l’eterna mitologia della ‘femmina-idolo’, che inserisce in contesti atipici, arricchiti da un decorativismo esasperato. Attinge il suo preziosismo dal filone dionisiaco della tradizione romantica, contaminado i suoi lavori della ricchezza delle miniature persiane, da influenze pre-raffaellite, neo-gotiche, simboliste, componendo la pittura ad olio con collage, legno inciso, lamina d’oro.

MARCO MAGRINI pittore e scultore si muove con disinvoltura da un materiale all’altro e da una tecnica all’altra per dare forma alle ombre, ai sogni e alle tracce, che accompagnano l’uomo nel suo cammino. Rappresenta la realtà oltre il banale del quotidiano per afferrare l’essenza universale di ciò che ci circonda. Spesso le sue figure sono la sintesi di immagini in cui l’uomo è in movimento e l’artista semplifica l’agire in una forma chiusa, spesso bidimensionale, anche quando si tratta di una scultura in ferro, trasformando l’oggetto in archetipo.

ROMANO RAGAZZI grafico editoriale e non, crea opere con la sapienza del tipografo, la sensibilità del poeta,la gestualità istintiva di certa action painting. La sua è indagine della memoria e l’attenzione si concentra sull’antieroe, l’uomo comune estraneo alla Storia. Decontestualizzando l’individuo, lo evidenzia e gli restituisce la dignità dell’attenzione. Spesso il suo lavoro parte da fotografie estrapolate dalle riviste, che fotocopia e compone con campiture sobrie di colore, rese materiche, a volte, dall’aggiunta di sabbia. La composizione coinvolge l’esperienza fisica e quella inconscia e consente alla coscienza di elaborare la suggestione che la sua pittura provoca.