LA FRUIZIONE DELL’OPERA D’ARTE
Luca Grippa
Indagine dell’Università Cattolica di Milano

9 luglio /14 luglio 2012
SBLU_spazioalbello

Una settimana di incontri di psicologia sulla fruizione artistica si terranno dal 9 al 14 luglio 2012 presso SBLU_spazioalbello. che offre la sua sede all’Università Cattolica di Milano per questa iniziativa.
Partendo dal progetto sviluppato dalla docente Gabriella Gilli e da Francesco Rossi e Marta Colombo, dal titolo SMART MUSEUM, sarà effettuata una indagine sulla percezione dell’arte contemporanea da parte del pubblico.
Nello  specifico saranno esposte alcune oper dell’artista Luca Grippa e, in due momenti con modalità differenti, quaranta osservatori saranno intervistati secondo una procedura che evidenzia l’approccio cognitivo e comunicativo dell’arte, attraverso il processo di interazione tra artista e fruitore dell’opera.
Obiettivo di questo lavoro è valutare la qualità e le caratteristiche della fruizione per rendere le mostre esperienze sempre più coinvolgenti per il pubblico ed offrire un supporto ai curatori d’arte che migliori il rapporto pubblico e museo/galleria.
Le opere in mostra sono di Luca Grippa, che, partendo da una formazione scientifica e da un lungo periodo di insegnamento, ha sviluppato la sua ricerca nel campo della poesia e della pittura.

LUCA GRIPPA
Nasce a Milano nel 1959, è geologo , docente e collaboratore di presidenza  del Civico Liceo linguistico Teatro alla Scala. Scrive poesie e coltiva la pittura, espressioni della sua passione per la vita. Nei dipinti si esprime con  opere  ad acquarello su carta e con pittura ad olio su tela. Ama i colori vivi.
Pubblica nel 2010 alcuni dipinti e poesie in “Il richiamo dei poli”, edito dal Circolo Culturale Bertolt Brecht,  piccola raccolta di dipinti e poesie che affronta  le tematiche della vita dell’uomo sospeso e attratto verso i poli estremi:  bambino-adulto, quiete-tempesta, sogno-realtà, luci e ombre.
Luca Grippa esprime e crea nuove armonie di colori che giocano tra loro, e l’artista con essi:  forma delle zone in cui i colori si compenetrano, pur mantenendo la loro identità originaria, un po’ come i figli, che hanno alcuni caratteri simili ai  genitori e altri così originali.