PORZIONI DI INFINITO
Chiò / Mauro Piccinelli / Serena Rossi

31 gennaio / 13 febbraio 2012
SBLU_spazioalbello

Le possibilità espressive offerte dalla carta come materia prima attraverso la quale realizzare la propria visione del reale sono innumerevoli.
La produzione artistica del ‘900 mette in discussione il concetto di durata dell’opera d’arte, l’idea di eternità ereditata dall’arte classica per aprirsi a nuove sperimentazioni, all’utilizzo di materiali differenti mai considerati prima di allora. Spesso introdotta come oggetto di indagine nell’arte povera, la carta ha trovato dignità nella ricerca artistica da quando si è posta attenzione ai problemi legati alla conservazione delle risorse naturali, allo smaltimento dei rifiuti e quindi al riciclo.
Gli artisti protagonisti della prima mostra dell’anno in SBLU_spazioalbello propongono la propria ricerca del reale utilizzando come media la carta.
Carta fabbricata a mano, recuperando materiali destinati al macero,è la materia attraverso la quale Chiò indaga il grande tema dell’esistenza. Spesso in relazione con parole incorporate nell’impasto o costruite con il filo di ferro, l’artista modella sculture che sembrano realizzate in marmo. Perdendo la sua connotazione originaria, la carta diventa altro e trova una nuova dimensione estetica, diventa forma archetipica, materia essenziale attraverso la quale isolare un frammento di eternità.
La carta assemblata in successioni di porzioni è la materia prima con la quale lavora Mauro Piccinelli. Accostando centinaia di frammenti colorati provenienti da riviste o stampati pubblicitari, realizza composizioni che pone su superfici di recupero. Carta strappata, appallottolata, bagnata, stropicciata, decolorata: all’interesse per il riciclo inorganico, Mauro Piccinelli affianca quello per tutti i materiali organici che, con passione e curiosità, raccoglie, seleziona e poi utilizza nei suoi lavori.
La carta come emozione nelle opere di Serena Rossi. L’artista indaga sentimenti e stati d’animo attraverso il colore, che stende in grandi campiture quasi monocrome. Colore che si increspa, diventa tridimensionale, grazie all’intrusione inaspettata di frammenti di carta che ne modulano la superficie, rendendola particolarmente reattiva alla luce. Come se la presenza del frammento ci ricordasse quanto l’imprevisto e l’imponderabile rappresentino anche nella vita un benefico arricchimento.

CHIO
Carta fabbricata a mano, recuperando materiali destinati al macero,è la materia attraverso la quale Chiò indaga il grande tema dell’esistenza. Spesso in relazione con parole incorporate nell’impasto o costruite con il filo di ferro, l’artista modella sculture che sembrano realizzate in marmo. Perdendo la sua connotazione originaria, la carta diventa altro e trova una nuova dimensione estetica, diventa forma archetipica, materia essenziale attraverso la quale isolare un frammento di eternità.

 

Chiò è nata a Milano nel 1967. Vive a Novate Milanese e opera presso il suo studio a Baranzate, alle porte di Milano. Dopo gli studi superiori all’Accademia di Belle Arti di Brera, numerosi seminari e corsi di formazione (come il Northern Print di Newcastle (UK) apprendendo le tecniche calcografiche dall’artista Theresa Easton). È stata assistente di Studio dello scultore Francesco Somaini. Attualmente insegna Arti visive e Scultura. Negli ultimi anni segue seminari di aggiornamento di Litografia, Serigrafia, Xilografia e Calcografia presso Laboratoriliberi di Urbino.
Partecipa a numerose mostre collettive e personali.

MAURO PICCINELLI
La carta assemblata in successioni di porzioni è la materia prima con la quale lavora Mauro Piccinelli. Accostando centinaia di frammenti colorati provenienti da riviste o stampati pubblicitari, realizza composizioni che pone su superfici di recupero. Carta strappata, appallottolata, bagnata, stropicciata, decolorata: all’interesse per il riciclo inorganico, Mauro Piccinelli affianca quello per tutti i materiali organici che, con passione e curiosità, raccoglie, seleziona e poi utilizza nei suoi lavori.

 

Mauro Piccinelli, laureato in architettura, svolge l’attività professionale a Milano, nello studio che ha aperto negli anni ‘70. Appassionato per tutto ciò che è comunicazione visiva, si dedica sin da giovane ad attività, che lui stesso definisce ludiche, e che costituiscono un mondo parallelo a quello della professione. Divertissements che si sviluppano in modi differenti, ma sempre, alla base della sua poetica, c’è l’amore per la materia e per le sue possibilità espressive.

SERENA ROSSI
La carta come emozione nelle opere di Serena Rossi. L’artista indaga sentimenti e stati d’animo attraverso il colore, che stende in grandi campiture quasi monocrome. Colore che si increspa, diventa tridimensionale, grazie all’intrusione inaspettata di frammenti di carta che ne modulano la superficie, rendendola particolarmente reattiva alla luce. Come se la presenza del frammento ci ricordasse quanto l’imprevisto e l’imponderabile rappresentino anche nella vita un benefico arricchimento.

 

Serena Rossi nasce il 6 marzo 1972 a Milano dove vive e lavora. Laureata in Farmacia all’Università Statale di Milano con specializzazione in Tossicologia, approfondisce la sua ricerca artistica partecipando a numerosi corsi di formazione, come la Scuola del Castello per la pittura, la scuola degli Orefici di Brera, i corsi di incisione della Fondazione Arnaldo Pomodoro a Milano. Espone in numerose collettive e personali tra cui Milano, Firenze, Parigi.
Dal 2004 partecipa attivamente a progetti di mail art italiani ed internazionali.